Caro amico ti iscrivo (6): Claudia Barana

In questa intervista ho barato. Conosco infatti Claudia Barana, la protagonista di questa puntata; abbiamo collaborato insieme, ormai molti anni fa, con alcune riviste edite dalla Design Diffusion e, qualche anno dopo, lei è stata la “mia capa” per una rivista cinese di interior, della quale era la coordinatrice europea. Poi ci siamo persi di vista, perché… appunto, perché, Claudia?

 

 

“Potrei dire per il corso naturale della vita! Aspettavo il primo figlio e poi è iniziata la crisi del 2008 e infine, ecco la seconda gravidanza. Un combinato disposto che ha iniziato a ridurre notevolmente la posta di lavoro (inviti a fiere, ad eventi, ad inaugurazioni di show room, ecc) che normalmente ricevevo e che per molti aspetti determina l’importanza, o meno, di un qualsiasi giornalista. E, ultimo ma non ultimo, un trasloco tutto milanese, a Dergano, un quartiere che, anche se allora non lo sapevo, avrebbe dato una direzione ben precisa alla mia vita. In questo quartiere, infatti, molto periferico ma che forse per questo manteneva e mantiene ancora quei plus di socialità che lo rendono vivo, ho iniziato ad occuparmi della vita sociale e culturale della zona. Entrando in contatto con diverse associazioni, e soprattutto con un forno ceramico attivo. E qui ha iniziato a prendere forma, prima molto inconsapevolmente, una nuova attività; dapprima ho iniziato con un corso a produrre qualcosa, delle ceramiche che poi ho esposto anche alla Cascina Cuccagna in occasione di un FuoriSalone, poi, acquisendo sempre più consapevolezza tecnica, anche grazie ad uno stretto rapporto con una maestra artigiana, ho preso in subaffitto un mio laboratorio. E, oggi, questo laboratorio è diventato mio! Con un notevole impegno economico, ho aperto uno dei pochissimi forni milanesi ad alta temperatura, e ho iniziato a produrre oggetti. Tutto questo integrandomi sempre più nella vita del quartiere: non solo organizzando corsi di ceramica, anche in lingua tedesca (Claudia è madrelingua, n.d.r.), ma realizzando una sorta di “filiera a chilometro zero”, rifornendomi, laddove serve, dal carpentiere, dal ferramenta, dai piccoli artigiani locali, tutti situati in quartiere, con l’esclusione del falegname, che dopo lunghe ricerche ho trovato in Valle Sessera, in Piemonte. Da questo percorso nasce Ranaba Ceramica (www.ranabaceramica.it), una piccola, piccolissima realtà ma che mi dà una grande, grandissima soddisfazione”!

 

 

 

E allora, grazie alle foto di Leonardo Brogioni, vediamo la macchina Ovo, progettata e realizzata da Claudia e con un packaging a cura degli studenti del Poli di Milano; e il tagliere Taje, con foglia di ceramica.

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