L’età del rame

Da sei edizioni, il concorso Il Rame e la Casa premia i “giovani talenti” del design, provenienti da tutto il mondo. Lo seguo fin dalla prima edizione, l’ho sempre pubblicato e certo non mi esimo dal farlo questa volta. Il concorso è stato presentato nello show room Salvioni di via Durini a Milano, e quest’anno vi è da registrare una importante novità. Se nelle precedenti edizioni, infatti, le varie giurie hanno prima selezionato e poi premiato i giovani designer (quest’anno erano in gara oltre 300 progetti), in questa edizione sono stati chiamati a contribuire al concept anche sette designer affermati (Giorgio Bonaguro, Carlo Contin, Lorenzo Damiani, Gumdesign, Giulio Iacchetti, LucidiPevere e Donata Paruccini). Nello show room, dunque, prima vi è stata la cerimonia di premiazione e poi i giornalisti presenti hanno potuto conoscere anche gli oggetti realizzati dai sette designer. In questo spazio, pubblico gli oggetti che più mi sono piaciuti, indipendentemente dal loro “posizionamento in classifica”, dunque in apertura ho messo il sottopentola Spaghetto, disegnato da Mauro Bergamaschi e Matteo Briccola, menzionato perché “disegnato contemporaneamente con la semplicità degli oggetti anonimi e l’eleganza di certi strumenti musicali”.

 

Qui sopra, la lampada da tavolo Cortocircuito, di Lorenzo Damiani

Si compone di due parti tornite con tornio manuale: una campana di copertura, diametro cm 34 cm e altezza 21 cm, in rame smaltato bianco esternamente,  e una base, diametro 30 cm, altezza 3 cm, in rame lucido. Funzionamento: il collo della campana di copertura contiene una batteria che si carica quando l’oggetto è chiuso, all’atto del sollevamento del “coperchio” l’apertura del circuito consente alla luce interna di accendersi (realizzazione del prototipo Silver Tre srl, Milano).

 

Qui sotto, una delle menzioni d’onore è andata alla francese Prisca Renoux per Heatit.

 

Motivazione: Elemento riscaldante, da collegare alla rete elettrica, ma di facile movimentazione e, grazie alla citazione di un’estetica di matrice scandinava, dall’alto contenuto decorativo.

Gli specchi da tavolo  Insuperficie di Gumdesign (sotto)
Realizzati da lastre rispettivamente di rame, ottone e bronzo, tagliate e piegate, sono finiti lucidi sul fronte anteriore e con satinatura orbitale posteriormente. Misurano cm 30×50 (realizzazione del prototipo Daniele Paoletti/ zeroflatfloor, Teramo).

 

Moscow mug è la tazza per cocktail  di Giulio Iacchetti.
Realizzata al tornio manuale in rame lucido, con manico sagomato a mano da tondino e poi saldato, misura cm 8,5 cm di altezza e cm 8,5 di diametro massimo
(realizzazione del prototipo Silver Tre srl, Milano).

 

 

 

 

 

Infine, qui sotto, il secondo classificato fra i giovani, il progetto Ramen, di Sofie Christina di Bartolomeo e Maria Chiara Polverini. Motivazione: La trasformazione delle bacchette da cibo, ottenuta inserendo puntali in rame, in un oggetto prezioso, quasi un gioiello, non solo nobilita uno strumento usato quotidianamente in milioni di pezzi, ma invita alla conservazione dello stesso, di norma gettato dopo ogni utilizzo con gravi ripercussioni ambientali.

 

 

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