Perchè non parli?

La leggenda ci dice che questa esortazione fu rivolta ad un blocco di marmo; bene, mi fa piacere poter dire che ieri ho visitato un’azienda che il marmo lo fa parlare.

 

 

 

Volevo iniziare dall’immagine che apre questo servizio, un tavolo in marmo retroilluminato “effetto pelle” che copre la cucina e si sposta (nonostante il peso non indifferente) con grandissima facilità. Anche nelle altre immagini il protagonista è il marmo, retroilluminato (come nel caso della boiserie o delle ante scorrevoli alle finestre) o no.

 

 

Quello che mi ha colpito di questa azienda, nata a Roma dove la titolare Tetyana Kovalenko si è laureata (con il massimo dei voti) in geologi, poi trasferitasi a Massa Carrara, dove è proprietaria di una cava e infine, da poco tempo, con sede a pochi chilometri da Verona, nel cuore del distretto lapideo, è la sua “globalità” (oltre che la capacità di far parlare la materia prima): una globalità che si evince da una “lastroteca” che accoglie pietre provenienti da tutto il mondo (e che vale 5 milioni di euro solo di materiale depositato), dall’altissimo tasso di internazionalità dei suoi clienti (sono stati fatti nomi prestigiosi, capi di governo inclusi), dalla prossima apertura dello show room londinese. L’azienda si chiama Elite Stone, ed è una vera e propria sartoria, solo che invece di lavorare il malleabile tessuto trasforma il marmo in un elemento “vivo”: quegli spessori della boiserie, ad esempio, sono di 3 mm; i suoi progetti, chiavi in mano, risultano essere piccoli (o grandi) capolavori di personalizzazione, sia che si tratti del pavimento della sinagoga di Gerusalemme che della villa privata in qualche angolo del mondo.

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