Eran trecento… formati di pasta

Siamo tutti (tutti?) capaci di preparare una spaghettata con aglio, olio e peperoncino. Ma, cosa succede, quando i formati di pasta sono trecento? . Una guida di AIDEPI (l’Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane) aiuta ad orientarsi nel perfetto matrimonio del gusto. La pasta per gli italiani è cosa seria. Siamo leader mondiali di produzione (3,2 milioni di tonnellate) e consumo (24 kg a testa) di pasta. Ogni regione, ogni campanile ha la sua ricetta simbolo, ogni italiano ha il suo preferito tra gli oltre 300 formati di pasta censiti da AIDEPI, l’Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane. Ma al di là di alcune nozioni di base, non tutti sanno che certi formati danno il meglio di sé con determinati tipi di sugo e non con altri. E che esistono regole precise per l’abbinamento. Con la carbonara, dunque, rigatoni o spaghetti. Con i sughi di mare vanno preferiti i formati più lisci. E guai ad abbinare gli Ziti con un aglio olio e peperoncino. La trafila fa la differenza? Certo, ma solo in funzione del condimento scelto.  In pratica, i 300 formati di pasta disponibili in Italia richiedono ognuno un loro condimento.

ps: Se, però, preferite mangiare una amatriciana al ristorante, vi consiglio di chiedere se aderiscono a questa iniziativa

http://www.repubblica.it/cronaca/2016/08/24/foto/terremoto_food_blogger_lancia_l_iniziativa_un_euro_per_ogni_piatto_di_matriciana-146529698/1/#1

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