Blog e Salone, che successo!

I miei colleghi/e blogger hanno già, sui loro blog (designstreet.it, interiorbreak.it, elenacattaneo.it, amisuradibimbo.com, passionshake.com) variamente commentato e raccontato il DDN Blog Safari che la mia casa editrice ha realizzato in occasione del Salone del Mobile, e che ha coinvolto una ventina di blogger internazionali (tedesche, polacche, inglesi, francesi, americane, danesi), portate in visita negli stand di Ferrè, Roberto Cavalli e Jumbo (www.jcp.design), Arflex (www.arflex.it), Annibale Colombo (www.annibalecolombo.com), Gallotti & Radice (www.gallottiradice.it),  Poliform (www.poliform.it), MDF (www.mdfitalia.com),  Artemide (www.artemide.it), Kartell (www.kartell.com) e Natuzzi (www.natuzzi.it). In questi spazi espositivi, che venivano, per mezz’ora, chiusi al pubblico, direttori creativi, designer o titolari raccontavano alle blogger le collezioni, i prodotti, i mood dei vari brand. Devo dire, da “vecchio” giornalista (con 31 edizioni del Salone alle spalle) che questa è stata un’esperienza davvero unica, nel suo genere, e non solo per me. E, visto che Massimo, Elena, Valentina e Alessia hanno scritto di questo Safari parlando anche dei prodotti visti in occasione del tour, io mi concentrerò invece su un paio di altri aspetti. In primo luogo, l’assoluta professionalità di queste blogger, una delle quali “pesava” oltre un milione e mezzo di follower (un calcolo approssimativo ci porta a considerare un totale – stratosferico – di oltre tre milioni di follower); professionalità accentuata dal fatto che visitare una dozzina di stand, variamente distribuiti fra alcuni padiglioni, non era certo una passeggiata; eppure, la stanchezza è stata superata dall’estrema attenzione, dalla reattività, dal frenetico postare di queste blogger (io, in qualità più che altro di “osservatore”, in ogni stand sceglievo a caso una di loro e posso assicurare che la media era di cinque/sei/sette post, su prodotti, mood, colori, frasi…). Sempre come “osservatore”, notavo anche lo sguardo – passatemi il termine – “invidioso” proveniente da stand vicini, quando il gruppone (fra blogger, TG Design e operatori, e giornalisti interni alla Design Diffusion si arrivava ad una trentina di persone) entrava negli stand, e sono stato fermato più volte, nei corridoi, da rappresentanti di altre aziende che mi chiedevano spiegazioni su quanto stava accadendo. Credo dunque di poter affermare con (quasi) totale certezza che un evento di questo genere, in Italia, non sia mai stato realizzato, ed è dunque con grande orgoglio e piacere professionale che ne parlo! Una iniziativa che la Design Diffusion è in grado di replicare anche in altre situazioni fieristiche, e non solo fieristiche.

Claudio Moltani

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